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Biodiversité du Lac

Lo strato inferiore dell'acqua del Lago di Cadagno è ricco di sali disciolti provenienti da sorgenti solforose sottolacustri ed è separato da quello superiore, normalmente ossigenato e povero di sali minerali. Tra le due parti, che sono come due laghi sovrapposti, si creano le condizioni ideali per lo sviluppo massiccio di batteri fotosintetici anaerobici. Questa fascia batterica conferisce una colorazione rossa ad uno strato d'acqua di spessore variabile nell'arco dell'anno da 70 a 150 cm. Essa può svilupparsi in quanto, ad una profondità compresa tra gli 10 e i 13 metri, ad una buona penetrazione della luce che permette la fotosintesi batterica s'affianca l'assenza d'ossigeno che consente il metabolismo anaerobico di questi batteri che si nutrono di idrogeno solforato.

I batteri purpurei costituiscono così un filtro biologico che impedisce all'idrogeno solforato e ad altri componenti tossici (come metano ed ammoniaca) o trofogeni (come i fosfati) di salire nelle acque degli strati superiori.

Gli studi sul Lago di Cadagno risultano importanti soprattutto perché esistono delle forti convergenze tra la meromissi naturale e quella provocata dall'uomo. In questo senso, l'ecosistema offre la possibilità di studiare su di un modello stabile e su scala ridotta (la profondità massima del Lago è di 21 metri), i metabolismi legati all'eutrofizzazione, poiché è riconosciuto che uno degli stadi avanzati del fenomeno dell'eutrofizzazione è la meromissi biogenica (quella in genere innescata dall'uomo). In effetti, quando i laghi non riescono più a digerire la loro produzione, accumulando in profondità i prodotti del loro metabolismo anaerobico, si crea una stratificazione permanente.

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La barriera rosa di origine batterica è stata l'oggetto di programmi di ricerca finanziati dal FNSRS e condotta congiuntamente alle due università di Ginevra e Zurigo e dall'EAWAG-ETH con l'Istituto cantonale di microbiologia. Su questo "fil rouge" si sono innestate le numerose collaborazioni internazionali.

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© Centro Biologia Alpina | last update: 15.02.2011 | Credits

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